Juve-Galatasaray 3-2: gol Locatelli, Gatti, McKennie, Osimhen, Yilmaz

I bianconeri salutano la competizione, nonostante il successo grazie alle reti di Locatelli, Gatti e McKennie: ai supplementari Osimhen e Baris Alper ammutoliscono lo Stadium

Così fa male. Una Juve bella, combattiva e resiliente sfiora la storica impresa, porta ai supplementari il Galatasaray rimontando il 5-2 dell’andata nonostante la terza partita nelle ultime quattro per un tempo in inferiorità numerica e, grazie ai gol di Locatelli (su rigore), Gatti e McKennie se la gioca (quasi) fino alla fine, come da suo motto, ma viene eliminata da una rete per tempo di Osimhen e di Yilmaz nei due extratime. Una beffa atroce, perché, 10 minuti prima del sigillo del nigeriano, Zhegrova ha avuto sul destro la chance per il poker che avrebbe significato il ritorno agli ottavi di finale dopo 4 anni di assenza, ma l’ha sprecata. Il semaforo, invece, è rosso per i ragazzi di Spalletti, ma davanti a loro intravedono una strada dritta verso la ripartenza: dopo un mese di febbraio terribile, in questa notte di Champions la Juve è tornata ad essere quella che, con spirito di squadra e voglia di non mollare mai, aveva scritto le sue migliori pagine di storia, andando anche oltre l’impossibile. Stavolta non c’è riuscita per un soffio, ma, nonostante inseguire il quarto posto resti ormai l’unico obiettivo da raggiungere, i bianconeri mandano chiaro il messaggio che vogliono giocarsela fino alla fine. Già a partire dallo scontro diretto di Roma di domenica. 

le scelte

—  

Spalletti, come da indicazioni della vigilia, esclude Di Gregorio dopo i recenti errori in serie (“potrebbe stare fuori anche 2-3 partite”, ammette il tecnico prima del via) e rilancia Perin, non rischia Bremer e schiera McKennie da esterno sinistro basso in luogo degli squalificati Cambiaso e Cabal. Okan Buruk replica rinforzando il centrocampo, con l’ex Lemina al posto del fantasista Akgun. I 41mila dell’Allianz rispondono presente all’appello dell’allenatore bianconero e provano subito a caricare la squadra fin dal riscaldamento, chiamandola sotto la curva. “Vogliamo questa vittoria”, “Undici leoni” gridano gli ultras juventini e i loro giocatori provano ad accontentarli fin da subito.

LOCATELLI LANCIA L’ASSALTO

—  

La scintilla, invocata a gran voce da Chiellini nel prepartita, però, non scocca, perché nei primi 10’ Gatti e Koopmeiners avrebbero due grandi occasioni, ma le sprecano entrambi di testa, alzando da posizione favorevole. Tatticamente, Spalletti chiede a Thuram di scivolare a sinistra, con il doppio obiettivo di mettere in difficoltà Sallai e Yilmaz, creando superiorità numerica, e accentrando Yildiz più vicino a David. La risposta di Okan è una formazione brava a compattarsi in un 4-4-2 stretto e capace, con le ripartenze di Yilmaz, Lang e Osimhen di non lasciare mai tranquilli i difensori della Juve. Ma, soprattutto, in un atteggiamento totalmente antisportivo, che contribuisce a spezzare sempre il gioco della squadra di casa: ad ogni contatto i giocatori del Galatasaray restano a terra per diverse decine di secondi, con la collaborazione dell’arbitro Pinheiro, che ferma sempre l’azione, facendo imbestialire anche Spalletti. Nel primo tempo, la Juve comunque mantiene il pallino del gioco, ma non dà mai l’impressione di assediare l’avversario: dal 22’ in poi ci provano tre volte in 8 minuti da lontano Locatelli, Conceiçao e Yildiz, ma Cakir è sempre attento o (nel secondo caso) la mira fa difetto. Così, è un regalo di Sanchez ad avviare l’azione dell’unico gol juventino: il colombiano perde palla sul pressing di Koopmeiners sulla fascia sinistra, l’olandese mette in mezzo, David fa la sponda e Thuram prova a calciare, ma viene abbattuto in area da Koopmeiners. È il 37’, Locatelli trasforma dal dischetto, ma la Juve non riesce a sfruttare l’abbrivio per dare forza alla rimonta. Anche perché, nell’ultima occasione del primo tempo, al sesto minuto di recupero, David non sfrutta un bel cross di Yildiz e, anziché provare la girata in area, appoggia ancora per l’accorrente Thuram, che scarica a lato. 

DAL SOGNO ALLA BEFFA

—  

I margini per tentare di portare la gara almeno ai supplementari ci sarebbero sempre. Così, Spalletti inizia la ripresa senza cambi, ma dopo due minuti la gara sembra finita. Kelly, nel tentativo di colpire un pallone di testa a metà campo, atterra sulla caviglia di Yilmaz: l’arbitro estrae un secondo cartellino giallo (al limite), poi addirittura lo trasforma in rosso diretto dopo on field review. L’inferiorità numerica e, probabilmente, il fatto di non avere più nulla da perdere, liberano la testa dei giocatori juventini e appesantiscono quella dei turchi, che iniziano a giocare con meno sicurezze e più sufficienza. A 23 minuti dalla fine Spalletti inserisce Boga e Zhegrova per David e Conceiçao, disegna un 4-4-1 con Yildiz punta e dà la svolta. In 12 minuti, tra i 70’ e l’82’, i bianconeri pareggiano il conto della sfida: prima è Gatti a ridare speranza con una zampata su diagonale di Kalulu sporcato da Cakir. A dare il via all’azione, con l’imbucata per il francese, è proprio il neoentrato kosovaro, mentre l’angolo da cui si era ripartiti era stato conquistato dall’ivoriano. Poi, è il maghetto McKennie a incornare sul secondo palo un campanile di Koopmeiners e a far esplodere lo Stadium, che appena 5 minuti prima si era disperato per uno scavetto fuori misura di Thuram solo davanti a Cakir e, poco dopo, per un clamoroso palo di Yildiz. Il Galatasaray sembra avere la testa fuori dalla partita e a nulla valgono gli inserimenti di giocatori d’esperienza come Gundogan, Sané e Icardi: l’inerzia del match resta nelle mani della Juve, che, al 5’ dei supplementari, ha pure la chance della qualificazione. Boga scappa sulla sinistra e serve McKennie solo in area all’altezza del dischetto: l’americano, però, anziché calciare appoggia a sua volta per Zhegrova, che non inquadra la porta. È un’occasione enorme non sfruttata e, così, dal sogno alla beffa il passo è brevissimo: è Osimhen ad assumerne le sembianze al 106’, quando, su passaggio filtrante di Yilmaz, viene tenuto in gioco da Gatti e batte Perin con un diagonale sotto le gambe. La Juve ha ancora una chance, che Cakir nega di nuovo al kosovaro, prima di subire la rete del finale 3-2 da parte di Yilmaz a due minuti dal termine. I bianconeri, però, escono tra gli applausi scroscianti dell’Allianz Stadium, che tributa una standing ovation ai loro ragazzi andati a pochi passi dall’impresa. E che, soprattutto, sanno che da oggi (almeno in campionato) potranno giocarsela fino alla fine.

juve-galatasaray, la diretta

—  

Quella di stasera sarà l’ottava sfida totale tra Juventus e turchi in Champions League: a sorpresa, i precedenti sorridono al Galatasaray, capace di ottenere tre vittorie e tre pareggi, a fronte di una sola sconfitta (2-1 a Torino nel 2003). Di contro, però, i turchi non hanno mai vinto in 13 trasferte contro squadre italiane in Europa, ottenendo 6 pari e 7 ko, ma hanno sempre superato il turno in tutte e 11 le sfide a eliminazione diretta nelle competizioni europee dopo aver vinto il match d’andata con almeno tre gol di scarto. Una montagna da scalare, quella della squadra di Spalletti, che deve rimontare il 5-2 subito all’andata: nei 49 precedenti in Champions in cui una squadra ha perso con tre o più gol di scarto all’andata, solo in quattro casi è avvenuta ala rimonta. Si tratta del Deportivo de La Coruña nel 2003/04 contro il Milan, del Barcellona nel 2016/17 contro il Psg, della Roma nel 2017/18 contro il Barcellona e del Liverpool nel 2018/19 sempre contro i blaugrana.

Leave a Comment